Con la crescente necessità di dover proteggere i propri cari e i propri beni da malintenzionati, aggressori e ladri, è indispensabile affidarsi ad aziende in grado di garantire un' alta affidabilità nella scelta di prodotti ma sopratutto consulenza di livello professionale.

Mp elettronica, sorta nel 1988, realizza sistemii di elevata professionalità in virtù della  esperienza, del  bagaglio tecnico e del  "Know-How" di livello professionale, acquisita nel corso degli anni. Lavoriamo ed operiamo nel settore della sicurezza, videosorveglianza, tvcc, telefonia, antincendio, domotica e automazioni, nel settore industriale oltre che civile. Nella realizzazione dei nostri sistemi ci avvaliamo delle tecnologie più avanzate e delle marche più prestigiose per la protezione di ambienti (abitazioni, studi, negozi, uffici, aziende, banche, ecc.). Punto di forza della nostra Ditta è il servizio di teleassistenza dell' impianto che, tramite telegestione, consente di risolvere direttamente dalla nostra sede le problematiche tecniche che possono insorgere nel tempo.

 

L’art. 32 del Regolamento UE, pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale Europea il 25 maggio scorso, impone al responsabile del trattamento dei dati di proteggerli con “misure tecniche e organizzative adeguate per garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio”. L’avv. Manuel Galdo del Foro di Milano esamina le implicazioni per i fornitori dei sistemi di sicurezza - come videosorveglianza, biometria, controllo accessi - nei confronti di propri clienti responsabili del trattamento dei dati di terzi

 

 

Dal 20 febbraio si possono presentare le domande per credito imposta sistemi sicurezza

Da lunedì 20 febbraio e fino al 20 marzo, i contribuenti che hanno sostenuto spese per sistemi di videosorveglianza digitale, sistemi di allarme e contratti per servizi di vigilanza possono inviare le domande di accesso al credito d'imposta introdotto dalla Legge di Stabilità 2016..Il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate chiarisce che la richiesta va inviata telematicamente all’Agenzia utilizzando l’apposito software gratuito Creditovideosorverglianza disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Al canale telematico possono accedere tutte le persone fisiche che nel 2016 abbiano sostenuto spese per sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme oppure spese connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza a protezione di immobili non adibiti ad attività d’impresa o lavoro autonomo

 

 

Quando la videosorveglianza rimane un fatto 'privato'

Lo scorso 7 marzo 2017 l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, a seguito di una richiesta di chiarimento in merito all’utilizzo di impianti di videosorveglianza privati (il quesito è stato formulato dalla Polizia Locale di un Comune dopo un sopralluogo condotto per accertamenti di un reato verificatosi su pubblica via ed oggetto di esposto da parte di un cittadino), ha risposto con parere n.113990, ribadendo e sottolineando principi e requisiti della vigente disciplina.

In particolare, il Garante ha richiamato il provvedimento generale dell'8 aprile 2010, dove è stato affrontato l’utilizzo di impianti di videosorveglianza da parte dei privati, come nel caso oggetto di chiarimento, precisando che, in questi casi, importa il fine esclusivamente personale. Non sono pertanto applicabili le disposizioni del Codice Privacy, dal momento che non sono previste la diffusione e la comunicazione sistematica dei dati stessi, risultando tuttavia necessaria l’adozione di cautele nei confronti di terzi.

L’utilizzo personale di impianti domestici, con o senza registrazione delle immagini, è dunque consentito purchè non vengano riprese aree soggette a pubblico passaggio. In tal caso, è necessario procedere all’oscuramento delle immagini oppure alla modifica dell’angolo visuale delle telecamere.

Se l'impianto video, come nel caso esaminato, inquadra l’ingresso o il muro perimetrale della proprietà privata, si tratta di fini esclusivamente personali senza vincoli in merito alla registrazione e alla conservazione delle immagini e senza dover richieder autorizzazioni o adempiere all’obbligo di informativa.

Diversamente, nel caso di telecamere che riprendono anche aree pubbliche, la videosorveglianza non è più un fatto “privato” ed occorrerà quindi adottare le opportune cautele in ossequio alla disciplina dettata dal Codice Privacy, per non incorrere in sanzioni anche in ordine all’utilizzabilità delle immagini stesse.