La videosorveglianza è l'attività del vigilare a distanza, tramite l'utilizzo di telecamere o di altri strumenti in grado di assicurare la trasmissione di immagini strategicamente posizionate. È uno dei campi in continuo e costante sviluppo di pari passo con l'evoluzione tecnologica. Di essa infatti si fa largo utilizzo nel settore della vigilanza privata.Innumerevoli sono gli strumenti utilizzati per la videosorveglianza. Solitamente vengono utilizzate telecamere filari dotate di LED Infrarossi per visualizzare al meglio anche immagini notturne. Ultimamente si sono sviluppati innumerevoli tipi di dispositivi.

DIFFERENZE TRA I VARI FORMATI

HD-CVI, Brand di Dahua, il primo ad aver “inventato” l’hd su coassiale, Dahua investe cifre importanti in R&D ed è già allo studio una nuova generazione che porterà risoluzioni ancora più alte, in termini di Licensing, Dahua vende i Codec all’interno delle telecamere ai produttori e vende i chip di decodifica per i DVR, poi i produttori di telecamere “customizzano” telecamere e DVR utilizzando la loro tecnologia, l’intenzione di Dahua è di diffondere la tecnologia e non di riservarla solo ai suoi prodotti, giocando anche sul fatto di essere partita per prima. L’HD-CVI di Dahua ormai la conosciamo ed apprezziamo quotidianamente le sue caratteristiche, iniziano ad esserci accordi tra Dahua ed altri produttori per utilizzare il brevetto su componentistica di altri tramite il consorzio “HD CCTV Alliance”, il futuro è decisamente interessante con risoluzioni di 4K su coassiale ed alimentazione diretta, similare al PoE ma su cavo coassiale (PoC).

TVI, Brand di Hikvision, insieme a Dahua i marchi più importanti della videosorveglianza, resa, distanza e qualità sono inferiori (a mio parere) ma vedrete comparazione di prodotti differenti e opinioni contrastanti. Dalle nostre prove è sicuramente ancora una tecnologia grezza e sposa un produttore (Hikvision) con un range di prodotti a nostro parere non all’altezza di Dahua, e con limiti su distanze e caratteristiche.

AHD, è un protocollo aperto sviluppato da Nextchip, uno dei più importanti produttori orientali di elettronica nell’ambito della videosorveglianza, sarà supportato da più produttori, questo ovviamente lo rende particolarmente interessante in quanto il suo sviluppo è di fatto aperto. Due sono i vantaggi maggiori, una completa compatibilità con le telecamere analogiche, il che permette manutenzione più facile (in quanto è sufficiente utilizzare i comuni tester/monitor per provare le telecamere) ed una filosofia di prezzo decisamente aggressiva.

SDI, parlando delle nuove tecnologie ci siamo dimenticati dell’SDI, che in realtà è una tecnologia presente da anni e del tutto differente, con qualità decisamente maggiori rispetto alle 3 precedenti ma dai costi più elevati, le immagini vengono inviate in modo “NON COMPRESSO” questo permette un’elaborazione del dato direttamente sul DVR, ma richiede DVR dalle prestazioni maggiori ed un cablaggio di qualità superiore decisamente costoso, oggi quasi del tutto abbandonato almeno in ambito videosorveglianza, ed utilizzato molto nell’ambito televisivo.

L’IP ovviamente non morirà in quanto unica tecnologia ad avere caratteristiche uniche non supportate da nessuna delle altre, tra cui:

Nessun limite sulla risoluzione

Possibilità di collegamenti wireless e lunga distanza tramite rete

Possibilità di analisi avanzate a bordo telecamera

Possibilità di registrazione a bordo telecamera

Possibilità di alimentare direttamente la telecamera dal cavo di segnalE

 

Privacy sulla videosorveglianza 

                                                                                           

L’installazione di telecamere di sorveglianza sul posto di lavoro è uno dei temi più delicati e interessanti in ambito Privacy, perché si colloca a metà strada tra la tutela dei beni e dei dati aziendali (e la protezione dei dipendenti) e la tutela della privacy del personale ripreso

In realtà le regole che definiscono la possibilità di installare telecamere sul posto di lavoro, la modalità con cui riprendere i dipendenti, le misure e le procedure da adottare parlano chiaro e vanno seguite alla lettera.

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  Certificazioni, nella sicurezza

A giudicare dai movimenti in corso, sembra sia stata riscoperta nel mondo della sicurezza l’importanza della certificazione delle competenze delle figure professionali e dei requisiti delle aziende che operano nel settore. Dopo un percorso piuttosto travagliato, è stata pubblicata da poco la Norma UNI 11697 sui requisiti dei Data Protection Officer (DPO) che, alla luce delle incombenze previste dal GDPR 679/2016, si possono considerare a pieno titolo tra gli operatori di sicurezza (e non solo di quella informatica).

La prossima entrata in vigore del Regolamento segnerà un passaggio epocale per l’intero sistema della certificazione volontaria delle figure professionali, delle organizzazioni e dei sistemi. L’imposizione per legge di misure finalizzate a garantire la tutela dei dati personali - fra le quali l’adozione di “adeguate” soluzioni per la sicurezza globale (fisica e informatica) che non potranno venir definite tali se non esibendo il riscontro del possesso dei requisiti previsti dalle diverse “regole dell’arte” - avrà effetti sul sistema assimilabili a quelli del DL 269/2010 per la vigilanza privata e, per altri aspetti, del D.lgs 81/2008 per la sicurezza dei luoghi di lavoro.

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